Il nuovo capitolo di Outlast, come ci spiega il cofondatore di Red Barrels, Philippe Morin, sarà ispirato ad alcuni eventi reali, più prescisamente si ispirerà al massacro di Jonestown del 1978.
Il massacro di Jonestown è stata la tragica conclusione del culto noto come il Tempio del Popolo, fondato in Guyana dal reverendo Jim Jones mischiando elementi di socialismo con la fede religiosa. Dopo un misterioso incidente che ha portato all’uccisione di una delegazione in visita a Jonestown, venne ordinato un suicidio di massa avvenuto con il cianuro, uccidendo 913 persone.
“Abbiamo studiato molto la questione Jonestown avvenuta negli anni 70 per questo secondo gioco”, spiega Morin, “è considerato il più grande suicidio di massa di tutti i tempi, credo, dunque è qualcosa che abbiamo approfondito e abbiamo preso come ispirazione per Outlast 2”. “È ancora collegato allo stesso universo e stiamo lavorando al collegamento tra i due capitoli ma avevamo bisogno di qualcosa di nuovo che potesse far domandare ai giocatori cosa diavolo stesse succedendo e così abbiamo pensato di uscire dall’Asylum e spostare tutto in un luogo nuovo, in modo da far riprovare quelle sensazioni ancora una volta, come quelle provate per la prima volta nell’Asylum”.



