Gli ultimi voti assegnati da Famitsu per la settimana del 18 ottobre sono i seguenti:
- Final Fantasy Resonance – 8/8/8/8 (32/40)
- Minecraft Dungeons 2 – 9/8/8/8 (33/40)
- EA Sports FC 27 – 8/8/8/8 (32/40)
- Aliens: Fireteam Elite 2 – 8/8/8/8 (32/40)
- Stupid Never Dies – 8/8/7/8 (31/40)
- Demons’ Night Fever – 7/8/7/7 (29/40)
- Farming Camp – 7/7/7/6 (27/40)
Per ogni recensione, quattro redattori hanno assegnato un voto. Il punteggio complessivo di Famitsu è espresso in quarantesimi.
Per i giudizi su Final Fantasy Resonance potete visitare il precedente post:
Ecco i giudizi dei quattro recensori su su Demons’ Night Fever.
Lo spietato sistema di combattimento, che permette di usare le proprie unità per attaccare facendole esplodere oppure di assorbirne i punti salute per curarsi, offre un livello di gameplay e profondità tattica senza precedenti in questo GDR strategico a turni dallo stile classico, realizzato con grande cura. La sensazione di trasgressione che si prova ribaltando una battaglia e annientando il nemico con l’autodistruzione è incredibile! Il protagonista introverso e la storia si integrano bene con gli scontri estremi, ma il potere “oscuro” è così marcato da impedire talvolta di immergersi completamente nel mondo narrativo.
Il gioco propone un sistema unico e anticonvenzionale, in cui si combatte utilizzando potenti abilità letali che richiedono di “uccidere” le proprie unità alleate, gli scagnozzi. L’aspetto del protagonista e l’ambientazione cambiano completamente a ogni capitolo, rendendo l’esperienza piacevole, mentre la possibilità di rigiocare i capitoli per diventare più forti è gratificante. Il sistema di sviluppo delle abilità del protagonista ricorda quello di Power Pro, e la progressione fluida è un punto a favore. Lo stile, ricco di parodie e umorismo volgare, è bizzarro ma esilarante.
La storia comica del protagonista, diventato un piccolo malvagio che si comporta senza pietà, ricorda una light novel ed è davvero piacevole. I combattimenti, in cui si sconfiggono i nemici sacrificando gli alleati, danno talvolta l’impressione che l’idea venga prima dell’azione e finiscono per sembrare una procedura tediosa più che una sfida tattica. Il concetto, però, è eccezionale. La stessa impressione vale per la fase di addestramento, ma è stato bello provare la sensazione di rafforzare il proprio esercito nei panni di un dirigente di medio livello del male.
L’universo narrativo, che sembra voler puntare deliberatamente su un’atmosfera imbarazzante e tipica dei chūnibyō, potrebbe non piacere a tutti. Tuttavia, la componente di combattimento, basata sul sacrificio delle unità alleate, merita di essere provata almeno una volta. La varietà e la precisione delle tattiche sono nella media, ma la potenza dei singoli attacchi è affascinante. Anche considerando i numerosi momenti in cui le emozioni dei personaggi non vengono rappresentate adeguatamente e spetta al giocatore colmare le lacune, lo sviluppo della storia come racconto sentimentale atipico tra un ragazzo e una ragazza riesce a catturare l’attenzione.



