Un padre in Cina ha fatto causa a Tencent, NetEase, miHoYo e 37 Interactive, chiedendo un risarcimento simbolico di appena 10 yuan (circa 1,28€).
L’uomo ha dichiarato di non agire per il denaro, ma perché suo figlio è diventato dipendente dai giochi online, arrivando spesso a giocare fino alle 3 o alle 4 del mattino, smettendo di alimentarsi correttamente, perdendo molto peso e finendo successivamente in ospedale dopo aver assunto 18 compresse contro la febbre.
Il padre sostiene che i minori riescano ancora ad aggirare le rigide limitazioni cinesi sul gioco utilizzando account di adulti o documenti d’identità presi in prestito, e chiede al tribunale di obbligare le aziende videoludiche a introdurre sistemi migliori per impedire ai giocatori minorenni di eludere le regole.
Se dovesse vincere la causa, il caso potrebbe spingere le aziende videoludiche cinesi a introdurre misure anti-dipendenza più severe.



