Con il remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time in arrivo, due ex responsabili delle pubbliche relazioni di Nintendo of America sostengono che l’azienda dovrebbe sviluppare più remake per ampliare il catalogo di Nintendo Switch 2.
Nintendo ha un rapporto piuttosto particolare con i remake rispetto ad altri grandi editori.
Capcom è impegnata a rifare praticamente tutti i capitoli di Resident Evil, Sony probabilmente sta già sviluppando un terzo remake di The Last of Us, mentre Xbox ha recentemente pubblicato nuove versioni di Halo: Combat Evolved e Gears of War.
Al di fuori dei giochi Pokémon, tuttavia, i remake di Nintendo sembrano uscire senza una strategia precisa, con soltanto pochi titoli per ogni generazione di console. Inoltre, nell’ultimo decennio sono sembrati soprattutto un modo per riportare in primo piano serie rimaste relativamente inattive, come Metroid, Star Fox e Advance Wars, anziché riproporre giochi più importanti.
Il remake di Ocarina of Time rappresenta naturalmente un’eccezione, trattandosi di una nuova versione di quello che potrebbe essere il gioco più importante mai realizzato da Nintendo. Due ex responsabili dell’azienda sperano però che questo progetto segni l’inizio di un’iniziativa più ampia.
In un nuovo episodio del loro podcast, gli ex responsabili PR Krysta Yang e Kit Ellis hanno discusso proprio di questo argomento. Ellis ha dichiarato: “Nintendo dovrebbe concentrarsi ancora di più sui remake”. Secondo lui, il ritorno di Star Fox e Ocarina of Time nel 2026 dimostra chiaramente che esiste “un pubblico significativo” e che c’è “un interesse considerevole quando questi giochi vengono realizzati con un approccio di alta qualità”.
Ellis ha inoltre osservato che “se sei Nintendo, nessuno ha un catalogo storico profondo quanto il tuo”, ricordando che la libreria della prima Nintendo Switch è stata arricchita nel corso degli anni da numerosi porting dei giochi per Wii U.
Ellis ha aggiunto: “Per loro è davvero importante riuscire a mantenere forte il catalogo durante tutto l’anno. Non tutto deve essere un gioco originale sviluppato da zero. Possiamo integrare l’offerta con questi remake”.
Naturalmente, Ellis sottolinea che “bisogna fare attenzione” alla percentuale di remake rispetto ai titoli originali pubblicati ogni anno, per evitare che Nintendo dia l’impressione di affidarsi troppo a remake e rimasterizzazioni.
Ritiene comunque che l’azienda potrebbe aumentare leggermente la percentuale di remake senza “incontrare una particolare opposizione da parte del pubblico”.
Yang è d’accordo e osserva che questi progetti, che richiedono meno risorse, possono integrare il catalogo composto dai “grandi giochi”. Come spiega: “Nessuna azienda può sopravvivere se realizza soltanto esperienze AAA enormi e innovative per ogni singolo gioco”.
“Diventeresti Sony”, aggiunge. Si riferisce ai lunghi periodi in cui PS5 è rimasta a corto di esclusive di rilievo, una situazione che ha suscitato le lamentele dei giocatori, anche se Sony è a sua volta molto propensa a pubblicare numerosi remake e rimasterizzazioni.
Yang sottolinea però un aspetto “pericoloso”: Nintendo potrebbe ricevere “un rinforzo positivo così forte” dai risultati dei remake. Se Ocarina of Time dovesse vendere bene, l’azienda potrebbe convincersi che “quello fosse un modo molto più semplice” per vendere 10 milioni di copie, invece di correre rischi con un nuovo capitolo di Zelda più originale e fuori dagli schemi.
Yang spiega: “Penso che questo sia il pericolo della strada che stanno imboccando: è molto facile puntare eccessivamente su questa strategia, perché si viene premiati moltissimo, guadagnando una quantità enorme di denaro con pochissimo lavoro”.
Personalmente, trovo molto più interessante vedere nuove interpretazioni delle serie esistenti piuttosto che una successione infinita di remake di giochi a cui posso già giocare. Ma, ehi, i remake piacciono a molti.



