Lords of the Fallen, gioco sviluppato dalla Deck 13 ed uscito recentemente, è per detta stessa del proprio creatore un gioco fortemente ispirato alla saga di Dark Souls.
Questa dichiarazione sembra però aver spinto molti recensori a dare delle valutazioni piuttosto contenute al titolo(7/7.5) considerandolo come se fosse proprio una sorta di “Dark Souls mancato”.
Dopo averlo terminato in 22-23 ore(secondarie escluse) mi sento di poter esprimere un parere più che positivo su questo titolo(se questa fosse una recensione si beccherebbe probabilmente un bel 9).
La cosa importante, quando si valuta questo gioco, è non pensare che voglia essere esattamente un Dark Souls, perchè non è quello che cerca di fare. Quello che LotF cerca e che riesce a regalare è un gioco action con elementi RPG ispirato alla serie di From Software.
In questo approfondimento analizzeremo questo gioco confrontandolo con la saga dei Souls, ma senza usarla come se fosse una sorta di “valutazione”. Cerchiamo semplicemente di vedere cosa Lords of the Fallen riesce a fare meglio, peggio ma soprattutto di diverso rispetto alla saga di From Software.

Da una parte il gioco ha sicuramente degli aspetti meno curati rispetto alla serie che noi tutti amiamo, ma per ogni aspetto poco curato Lords ne ha altrettanti che brillano di luce propria.
Prima di tutto, smettiamola di considerarlo un clone di Dark Souls. Un clone è un gioco che imita completamente un’altro, senza aggiungere nulla alla formula. LotF non è tale, prende spunto dalla serie di From Software e aggiunge molti elementi, spesso migliorando il gameplay originale dei souls!

Vediamo le cose che LotF fa meglio dei souls:
- La mischia: Oltre a tutte le opzioni corpo a corpo tipiche della serie dei souls, in LotF puoi usare lo scudo per caricare, eseguere attacchi pesanti caricati o attaccare con perfetto timing consumando così meno stamina.Il sistema di gioco stesso punisce lo spam dell R1, portando il giocatore ad imparare ad attaccare solo quando serve.
- La fisica: Le animazioni del protagonista sono stupende, ogni attacco ha una start-up realistica ed ogni colpo portato a segno ha degli effetti sull’avversario, facendolo cadere, scivolare o solo barcollare a seconda del proprio equilibrio.
- La grafica: Per quanto ovvio, essendo esclusivamente Next-Gen, LotF è uno spettacolo visivo puro. E’ incredibile pensare che un gioco che presenta dei particellari persino per le martellate a terra riesca ad andare a 1080p ed a 30 fps stabili(o quasi, qualche calo c’è);
- Il Level Design: Il level design del titolo è superiore all’ultimo capitolo dei souls e paragonabile al capostipite. Tutta la mappa di gioco è interconnessa, e vi ritroverete a riscoprire shortcut e zone nascoste come su Dark Souls 1.

Vediamo ora le cose che LotF esegue in modo differente rispetto alla saga di From Sofware, ma non per questo con minore perizia:
- La Lore/La Trama: Nonostante la scelta di avere un protagonista fisso ed una trama raccontata in maniera lineare possa non piacere ai fan dei souls, qua funziona bene. Inoltre queste cose non precludono la presenza di una Lore, che può essere approfondita andando alla ricerca di alcune pergamene o leggendo la descrizione degli oggetti. Se considerate la storia criptica una barriera all’accessibilità della saga di From Software allora Lords of the Fallen saprà conquistarvi;
- Il potenziamento delle armi: A differenza di Dark Souls qua le armi non si potenziano passando di livello (+1/+2/+3…) ma bensì incastonando delle rune al loro interno. Alcune armi ed armature presentano infatti degli incavi, ove è possibile inserirvi alcune pietre magiche per incrementarne i danni fisici o per aggiungere all’oggetto un qualche effetto ausiliario, come la possibilità di avvelenare o di incendiare il bersaglio. Merita sicuramente menzione anche la decisione di mostrare la percentuale dello scaling dell’arma(il bonus di danni legato ad una statistica dell’arma), invece di segnalarlo con una lettera, rendendo più semplice e preciso comprendere le potenzialità delle varie armi.
- La velocità di gioco: LotF viene definito da alcuni giocatori americani come un Cluncky Souls, ossia come un Souls più “impacciato”. Questo dipende dalla scelta degli sviluppatori di far sentire tutto il peso del nostro protagonista, che si muove con una certa lentezza sul campo di battaglia. Questa pesantezza è trasferita con realismo anche alle nostre armi, rendendole decisamente più lente da utilizzare rispetto a quelle reperibili in un titolo di From Software.
- Difficile ma non frustrante: Sicuramente i fan di Dark troveranno Lords of the Fallen un’esperienza impegnativa nelle prime fasi di gioco, dovendosi abituare ad un gameplay familiare ma ben più lento e macchinoso. E’ anche vero che, passando le ore di gioco e potenziando il PG, le zone frustranti ed impegnative diminuiscono gradatamente, rendendo il titolo globalmente più accessibile ed abbordabile anche per coloro che hanno avuto dei problemi con la sfida impegnativa richiesta da Demon’s Souls. Il gioco richiederà sempre un certo impegno, ma ad esclusione di qualche sessione iniziale (Il terzo boss!) e del climax finale non dovrebbe mai farvi imprecare più del dovuto;
- Difficoltà intelligente: “Difficoltà Artificiale” è un termine con il quale ci si riferisce ad un aspetto di un gioco reso difficile non dalla sua effettiva complessità ma da un output di danno eccessivo da parte dei nemici affrontati. Dark Souls 2 aveva alcune situazioni simili nei DLC e nello scontro contro un paio di boss opzionali, minando il bilanciamento della sua difficoltà . Non solo LotF non presenta questo problema, ma escogita un paio di modi per dare la possibilità al giocatore di rendere il gioco più impegnativo. Per prima cosa ogni boss se eliminato in un sistema segreto(come il non subire danno o il non usare lo scudo) lascia cadere a terra una versione potenziata della sua arma, premiando lo sforzo ulteriore compiuto dal giocatore. Inoltre, un giocatore può accumulare un moltiplicatore di punti esperienza uccidendo i mob senza fermarsi ad un check-point, rischiando di perderne di più in caso di morte, ma ottenendone allo stesso tempo un quantitativo superiore al normale.

Purtroppo non tutti i punti di contatto con i souls riescono a portare dei benefici al gioco, quindi vediamo cosa LotF fa peggio rispetto a Dark Souls:
- Falò: Anche LotF utilizza un sistema di salvataggi disseminati per il mondo di gioco. Mentre in Dark souls questi falò ripristinano le pozioni di cura e la vitalità del nostro personaggio al costo del respawn di tutti i nemici eliminati in precedenza, le pietre di salvataggio di LotF possono essere usate per recuperare le pozioni curative senza effetti negativi se non la perdita del moltiplicatore di esperienza. Questa decisione rende la gestione delle cure molto più sbilanciata, permettendoci di usare tutte le nostre cure contro un mob impegnativo per poter poi recuperarle subito dopo, anche se va detto che le pozioni si ricano lentamente ai falò, impedendoci di recuperarle tutte in rapida sequenza;
- NPC: Gli NPC di Dark e di Demon’s sono quasi tutti memorabili, ma in LotF fatico sinceramente a ricordarmi i nomi dei miei compagni di avventura, nonostante abbiano quasi il triplo delle linee di dialogo rispetto a quelli di un qualsiasi souls. Alla fine la loro sorte non vi importerà poi molto;
- No Multiplayer: Uno dei punti di forza dei titoli di From Sofware è la componente Online. Tolta questa il gioco perde sicuramente qualcosa, non potendo più vantare una cooperazione tra i giocatori. E’ sicuramente qualcosa che mi piacerebbe veder implementato in un eventuale Lord’s of the Fallen 2;
- Longevità : Seppur tutti i recensori che dicano di aver completato il gioco in 10 ore completando le quest secondarie debbano essere dei fenomeni per averlo realmente fatto, la durata complessiva del gioco non raggiunge quella della saga dei souls. Ho completato l’avventura in 22-23 ore, evitando alcune secondarie e molti segreti del gioco, ed ho comunque intenzione di ricominciare l’avventura in ng+, ma l’assenza di una componente online pesa molto sulla longevità del titolo, non facendogli raggiungere la media delle 40-50 ore di Dark Souls 1.

In conclusione, Lords of the Fallen è un gioco ispirato alle meccaniche dei souls discretamente riuscito, che riesce a migliorare la base su cui lavora, costruendo contemporaneamente un qualcosa di suo. Scivola un pò sul bilanciamento di alcuni aspetti e sull’assenza di una componente online, ma complessivamente risulta essere un degno “compagno” della serie di From Software.
Questa non è una recensione, vi ricordo, visto che non ho analizzato Lords of the Fallen come gioco a sè stante, ma come se fosse un Souls.
Spero di esservi stato utile, e vi ringrazio per aver letto questo piccolo confronto.



